Apre oggi la Gastronomia Yamamoto, la prima gastronomia giapponese di Milano

Questo è un post speciale. Molto speciale. È l’annuncio dell’inizio di un’avventura bella e sincera che è anche un po’ mia. Non mi sento come la mamma con la sua creatura ma un po’ come una zia (e, combinazione, in questi giorni sono diventata zia davvero, quindi so bene come ci si sente!) che guarda con orgoglio a quella nipote che si tuffa a capofitto nell’avvicendarsi della vita. 

Insomma, finalmente oggi apre la Gastronomia Yamamoto, (www.facebook.com/gastronomiayamamoto/) e io che in questi mesi ci ho messo un pezzetto del mio cuore sono felicissima!

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Osaka, la pausa pranzo giapponese (autentica) di Milano

Quando siamo entrati da Osaka (www.milanoosaka.com), io e Giada ci siamo guardati in faccia e abbiamo detto: “C’è profumo di Giappone!“. Perché dopo che sei stato nel Paese del Sol Levante è difficile ritrovare quei profumi e quelle sensazioni che può offrire la cucina giapponese. Invece da Osaka scatta la magia: è il modo migliore per iniziare un’esperienza culinaria, non trovate?

Osaka sala

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Apre la Bottega del ramen, ecco cosa troverete

Bottega del ramenApre oggi al pubblico la Bottega del ramen, in via Vigevano 20 (Facebook.com/BottegaDelRamen), il primo locale che il colosso della ristorazione Toridoll lancia in Europa. In menu 7 tipi di ramen di cui uno senza brodo per la stagione calda, stuzzichini, due tipi di don (ciotole di riso farcite) e il bere. Solo 30 posti a sedere, e prezzi abbordabili che si attestano tra i 10 e i 14 euro per il ramen.

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Lovster & co: mangiare l’astice non è più un lusso

lobster-roll-lovsterQuando si prova un ristorante si cerca di capire quale sia la sua particolarità, quel tratto che lo renda unico e speciale. Non è sempre facile individuarlo in molti locali ma per farlo da Lovster & co (www.lovster.it) è bastato sedersi al tavolo e sfogliare il menu.
Pochi piatti, pochi fronzoli, massima qualità per le materie prime: sono regole che andrebbero incise su pietra e consegnate ai ristoratori di tutto il mondo per avere una formula di base per fare successo.

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Un’ottima brasserie francese a Milano. Pourquoi pas? Perché sì!

low_pourquaipas_bistrot_bp_7354-770x513Cibo di alta qualità, rigorosamente francese, da ordinare a tutte le ore in un locale dall’atmosfera rilassata ma non per questo meno professionale. Pavimenti decorati, lampadari di forma sferica, una lunga banquette in velluto rosso da cui spiccano tavolini di marmo bianco e l’immancabile atmosfera parigina. C’è una nuova splendida brasserie francese in corso Garibaldi 17, si chiama Pourquoi Pas? e ci ha fatti innamorare all’istante.

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Sushi e cocktail: l’accoppiata vincente di Sushi B

Sushi B - roll

C’è un’oasi verde, nel cuore di Brera. Un’isoletta di pace, serenità e fantastico cibo giapponese (giapponese vero) che si fonde con i sapori e le note di cocktail sapientemente preparati. È il Sushi B, un ristorante di sushi e non solo, con tanto di giardino verticale, davvero degno di nota.

Sushi BSushi B - giardino verticale

Personale qualificato, materie prime selezionate e freschissime e originalità sono i punti di forza: 5 chef giapponesi e 6 italiani – guidati dall’executive chef Niimori Nobuya – giapponese doc naturalizzato italiano, propongono sia una cucina giapponese tradizionale sia un fusion di alta qualità. Il tocco in più, quello che fa la differenza, lo dà il barman, Alessandro Avilla, ex Dry, che gestisce oltre 250 alcolici tra distillati e liquori. Ultimo ma non meno importante nome del team, Marco Mazzilli, il direttore, che ha selezionato più di 400 etichette per la carta di Sushi B, con un’ampia selezione di saké.

Niimori NobuyaAlessandro Avilla
Con questa ampia offerta, Sushi B si propone sia per il pranzo di lavoro (con una bento box eccezionale), sia per l’aperitivo e la cena.

Ho assaggiato la Bento Box – disponibile anche in versione vegetariana – e l’ho trovata davvero fantastica: antipasto, insalata, secondo, 3 pezzi di sushi, 4 pezzi di uramaki e zuppa di miso, pesce freschissimo, che si scioglie in bocca, carne morbidissima, insalata saporita e variegata. Ho assaggiato anche la tempura: un fritto eccezionale.

Sushi B - Bento Box

Entusiasmanti sono anche i cocktail di Alessandro Avilla: oltre ai classici, Avilla propone dei mix con ingredienti che richiamano fortemente l’Oriente. Alessandro è preparatissimo e se avete esigenze particolari potrà creare per voi un drink apposito: ho assaggiato i cocktail dalle note orientali che propone (vi consiglio lo Shinkansen e il Caosmopolitan, affumicato al lemongrass) ma con un analcolico perfettamente dosato ha saputo davvero sorprendermi.

Sushi B - Cocktail

Per la cena sono previsti due menù degustazione: tradizionale e creativo, da 6 e 8 portate. Imperdibile la selezione di sushi creativo, dove ogni pezzo è realizzato a mano al momento e sul bancone apposito si può mangiare e assistere alla preparazione. In carta, anche piatti speciali e i secondi di pesce come l’hamburger di tonno alla Teppanyaki con uovo marinato, salsa di soia 6 ore e dressing Sushi B, “Karaaghe” di rana pescatrice con friggitelli e salsa ponzu, le cappesante americane con asparagi arrostiti, profumo di burro di Normandia e salsa di soia. Per i secondi di carne, imperdibile il filetto di Wagyu alla Teppanyaki, come l’arrosto di petto di anatra “Mulard Lafitte”  con foie gras di anatra al profumo di sansho. E per i golosi che non vogliono rinunciare al dolce – non proprio un’abitudine giapponese ma una golosità molto cara a noi italiani – ci sono i dessert del pasticcere Bruno Manganaro, ex Park Hyatt, Trussardi alla Scala e Grand Hotel Et de Milan.

Scordatevi i prezzi dell’all you can eat e tenete ben presente che qui è tutta un’altra cosa: cibo e location fanno davvero la differenza. Se volete provare del cibo giapponese vero in un ristorante bello e raffinato, questo è il posto giusto per voi. Armatevi solo di un po’ di pazienza: l’arte giapponese richiede tempo.

 

Sushi B, via Fiori Chiari 1, Milano (zona Brera)

www.sushi-b.it
tel: 02 8909 2640Aperto dal martedì al sabato

 

 

 

La France en Italie: le Vrai ha aperto a Milano

Le VraiSe – come me – spesso ti ritrovi a sognare croissant francesi colmi di burro, se per te il massimo del foodporn è addentare un pain au chocolat francese – di quelli veri -, apri le orecchie, devo darti una notizia sensazionale: a Milano ha aperto Le Vrai (http://www.levrai.it/). La zona, ovviamente, è quella dell’ormai popolatissima Porta Nuova: via Galileo Galilei angolo viale Monte Santo. Dieci minuti a piedi da Porta Garibaldi, 200 metri da Repubblica.

Brasserie con Café e Boulangerie 100% francese, così ama definirlo Claire Pauze, la managing director italo-francese. Io, più semplicemente, dico che è un angolo di paradiso.

Mi ci sono fiondata appena aperto, e ne sono rimasta folgorata. Vuoi perché amo i dolci francesi, vuoi perché per la prima volta ho trovato a Milano i sapori e i profumi che avevo sentito solo nelle più tipiche boulangerie parigine, e che rimpiangevo per giorni ogni volta che tornavo in Italia. I loro croissant, i loro pain au chocolat, sono qualcosa di strepitoso, da far sciogliere il cuore e l’anima.

Le Vrai è accogliente e molto raffinato. Arredato nelle tinte del rosso e del legno – creato dall’architetto e interior designer di parigi Karine Lewkowicz – è suddiviso in tre zone. All’ingresso c’è un bel bancone bar dal quale ti sorride un personale accogliente e professionale.

Sulla destra, invece, c’è la zona boulangerie (panetteria): un piccolo angolo pieno di viennoiseries (dolci da forno) così belle che sembrano finte e tanti tipi di pane diversi, sfornati per tutta la giornata: dalla classica baguette – immancabile – ai pani neri ai cereali, profumati e saporiti. Le farine, sono quelle bretoni del Mulino Guénégo (biologiche, molite a pietra e non, a seconda delle tipologie di farina) e sono in vendita.

Boulangerie Le Vrai

Al piano alto, poi, c’è la brasserie (il ristorante) con cucina a vista. La brigata è guidata da Patrick Massera chef francese di origini italiane che è stato alla corte di Gualtiero Marchesi dal 1985 per circa 10 anni. E la carta è da leccarsi i baffi, ça va sans dire: fois gras, zuppe, cocotte di pesce e carni pregiate sono solo alcuni dei piatti proposti.

Le Vrai ristorante

Le Vrai è aperto 7 giorni su 7, dalle 7 del mattino fino a tarda sera, dalla colazione fino alla cena passando per la merenda, ricca di proposte da abbinare ai tè Dammann.

Se amate la Francia, non c’è un solo motivo per cui dobbiate trattenervi dal provarlo.

Le Vrai interni