Gazpacho caprese facile e velocissimo

Gazpacho veloce-focusMettiamo subito le cose in chiaro: non è il gazpacho tradizionale. Lo chiamo gazpacho per via della similarità con la ricetta tipica spagnola, ma è tutt’altra cosa!
Però è un antipasto perfetto per chi ha bisogno di proporre qualcosa di velocissimo per aprire il pasto, gustoso e fresco. Ed è perfetto nelle giornate soleggiate, da servire fresco nei giorni caldi o a temperatura ambiente.

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Insalata di pomodori, avocado e feta

Come nasce un piatto? Guardare in faccia un avocado che sta decisamente diventando troppo maturo e cercare ispirazione per un’insalata. Ricordarsi di un libro acquistato l’anno scorso e dimenticato nella casa di campagna. Recuperarlo e maledirsi un po’ per non essersene ricordata prima.

Avrete capito che quando sono alla disperata con qualcosa che sta entrando nella casistica “o te magno o te butto” – e a Casa Ollister non si butta via niente, a meno che non sia rischioso per la salute – inizio forsennatamente a sfogliare libri e riviste di cucina per trovare un’ispirazione. Poi lasciate perdere che raramente seguo una ricetta dall’inizio alla fine e anche che mi lascio coinvolgere un po’ troppo dalla lettura e non trovo una, ma 950 ricette che farebbero al caso mio e quindi sono punto e a capo, non sapendo più cosa scegliere. Siate pazienti con me perché sto per parlarvi di un libro molto carino che vi toglierà dall’imbarazzo di mettere in tavola le solite 4-5 insalate: l’ha scritto Alice nel paese delle insalate, alias di Jeanne Perego, la prima “insalatologa” italiana e raccoglie, come recita il titolo, 365 insalate per tutto l’anno e per tutti i gusti. Se siete curiosi oltre al libro, molto carino e con belle immagini, potete fare un giro sul blog Insalatamente che hai dato vita alla pubblicazione.

La maggior parte delle persone dice di trovar noiosa l’insalata solo perché non ha fantasia. In realtà se architettata con un po’ di creatività sprete mettere in tavola piatti completi con consistenze, condimenti, gusti e profumi equilibrati. Per ogni giorno dell’anno viene proposta una ricetta semplice da realizzare, bella da vedere e buona da gustare, con commenti, informazioni storiche, curiosità, segreti e consigli sul mondo delle insalate e dei loro condimenti.
Ispirandomi alla ricetta del 30 dicembre, in testa alla quale è scritto un detto toscano “Olio, aceto, pepe e sale farebbero buono uno stivale” ecco cosa è venuto fuori. Buon appetito!

Ingredienti (per 2 persone):

– 150 g di pomodoro cuore di bue
– 100 g d’insalata mista
– 1 avocado maturo
– 1 cipollotto rosso di Tropea
– 70 g di feta
– il succo di 1 lime
– 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
– sale di Maldon
– pepe

Preparazione:  pulite l’insalata e mettetela in un ciotola capiente. Speremete il lime e mettetene il succo in un vasetto insieme all’olio, un pizzico di sale e una spruzzata di pepe. Agitate bene fino a che non otterrete una bella emulsione.
Tagliate il pomodoro e l’avocado a dadini. Cospargete entrambi con un pizzico di sale di Maldon.
Tagliate il cipollotto a rondelle e mettetelo per qualche minuto in una padella antiaderente (il mio solito trucco per renderlo più digeribile. Sbriciolate la feta.
Mettete nella ciotola insieme all’insalata i pomodori, l’avocado, le cipolle, infine la feta e condite con l’emulsione.

Pici all’aglione

L’estate è ormai inequivocabilmente alle porte e Milano cambia le sue abitudini. La gente indugia di più dopo il lavoro, complici le giornate che si allungano e il tepore. Cambiano i desideri gastronomici: nei locali  i menu primaverili cedono il passo a quelli estivi.
Abbiamo avuto il piacere di passare a trovare David Ranucci, il simpatico oste di Casa Tua Osteria, che ci ha accolto con i suoi piatti realizzati con ingredienti di altissima qualità, ma di origine povera. Questo è il segreto con cui riesce a garantire ai clienti dell’osteria un buon rapporto qualità-prezzo.
Come nel caso di questa ricetta dello chef Andrea Marroni, nella quale la più toscana delle paste  viene condita con un sugo di pomodoro aromatizzato all’aglione. Nel caso non lo sappiate (io lo ignoravo fino a ieri) l’aglione è il germoglio dell’aglio che solitamente viene eliminato in coltivazione, affinché la testa possa aumentare la sua dimensione. Si tratta sostanzialmente di scarti che però possono essere utilizzati in cucina lessati o saltati in padella. Temete che l’aroma sia troppo forte? Non preoccupatevi, il risultato è saporito ma delicato.

Ingredienti (per quattro persone):

Per i pici
– 400 g di farina
– 2 cucchiai d’olio extra vergine
– 1 pizzico di sale
– 135 ml d’acqua

Per la salsa
– 400 g di pici freschi
– 6 germogli di aglio
– 500 g di pomodori San Marzano ben maturi
– 1 peperoncino fresco
– Pecorino grattugiato
– Olio extravergine
– Sale

Preparazione:

Pici
Fate la fontana con la farina in cui verserete olio e sale e cominciate aggiungere lentamente l’acqua e incorporare la farina con una forchetta. Quando la farina comincerà a incamerare l’acqua, impastare con il palmo delle mani, facendo forza con i polsi. Piegate la pasta su se stessa e non tiratela mai troppo, per non rischiare di rompere le fibre. Proseguite con questa lavorazione energica per almeno una decina di minuti.
La sciate riposare la pasta per circa 30 minuti avvolta nella pellicola, poi tagliate un pezzetto e fatene una pallina, stendetela con il matterello fino a raggiungere lo spessore di 1 cm circa. Tagliate striscioline larghe 1 cm e date forma ai pici: dovete arrotolare la pasta con il palmo delle mani, facendo avanti e indietro sul piano di lavoro e contemporaneamente stiratela verso l’esterno.
Una volta tirato il vostro picio, fatelo rotolare nella farina e proseguite lavorando l’impasto rimanente nello stesso modo.

Salsa
In una padella versare 4 cucchiai di olio extravergine di oliva, aggiungere peperoncino fresco tagliato a rondelle e germogli di aglio tritati finemente, fare cuocere dolcemente per circa 10 minuti, bagnando di tanto in tanto con dell’acqua calda.
Quando i germogli di aglio sono ben cotti aggiungere i pomodori, precedentemente sbollentati, privati della pelle e dei semi. Continuare a cuocere la salsa per 10 minuti mescolando di tanto in tanto.

Aggiustare di sale e cuocere i pici separatamente in abbondate acqua salata per circa 5 minuti, fino a che non verranno a galla. A cottura ultimata condirli i con la salsa ripassandoli nella pentola. Infine aggiungere abbondante pecorino.

Coniglio all’ischitana

Oggi mi è venuta voglia di mangiare il coniglio, ma per variare un po’ la routine – che consiste nella lodevolissima versione alla ligure – ho deciso di cimentarmi in quello all’ischitana. Non dubito che sappiate che il piatto tipico di Ischia non è realizzato con il pesce ma con il coniglio, l’animale storicamente più diffuso sull’isola.
Ci sono tantissimi piatti della cucina mediterranea che amo smodatamente, molto spesso sono piatti di terra. Se ricordo quanto ho girovagato tra Corsica, Sardegna, Sicilia e isole minori mangiando piatti a base di coniglio e cinghiale, profumati con gli odori della macchia, mi viene quasi una lacrimuccia.
Al solito devo adeguare un po’ la ricetta agli strumenti a mia disposizione ma voi sapete che io cerco sempre di far del mio meglio. Non potendo costruire una cucina a legna nel giardino di Downton Ollister – ebbene sì, quest’anno mi sono trasferita in campagne ben prima del solito – né potendo accendere la stufa essendo piena estate il piatto l’ho cucinato sul fornello a gas, impiegando la parte inferiore della tajine per sostituire u’ tiano, la tipica pentola di terracotta. Il risultato è stato sbafato da tutta la famiglia Ollister al completo,  quindi direi esperimento riuscito!

Ingredienti (per 6 persone):

– 1,5 kg di coniglio
– 300 gr di pomodorini maturi
– 300 ml di vino bianco
– 200 ml di brodo di dado
– 2 spicchio d’aglio
– peperoncino essicato qb
– basilico qb
– prezzemolo qb
– timo qb
– maggiorana qb
– olio evo qb
– sale qb
– pepe qb

Preparazione: Tagliate in pezzi il coniglio – attività che io preferisco sempre far fare al macellaio – lavatelo sotto l’acqua corrente e lasciatelo riposare in una ciotola con acqua e due gocce d’aceto. Quest’operazione servirà a togliere il tipico odore selvatico dalla carne. Asciugatelo con abbondante carta da cucina.
Nel tegame di terracotta scaldare abbondante olio evo e far imbiondire l’aglio – lasciato “in camicia” – e il peperoncino. Calibrate la quantità di quest’ultimo in base ai vostri gusti e alla potenza del peperoncino che adoperate in cucina. Appena l’aglio inizia a imbiondire togliete entrambi e metteteli da parte.
Fate rosolare pochi pezzi di coniglio per volta, avendo cura di mantenere l’olio ben caldo. Quando saranno tutti ben rosolati riuniteli tutti nello stesso tegame di terracotta, aggiungete l’aglio e il peperoncino che avrete già usato in precedenza insieme a timo, maggiorana e salvia tritati finemente.
In un pentolino fate sobbollire il vostro vino bianco per 3 minuti lo scopo è far evaporare l’alcool e perdere l’eventuale punta di acidità.
Spruzzate i pezzi di coniglio con un abbondante bicchiere di vino bianco tiepido, salate, pepate e fate cuocere coperto a fuoco moderato per una mezz’ora, rigirando ogni tanto. Quando il vino sarà evaporato aggiungerne dell’altro (se preferite potete sostituire con del brodo). Nel frattempo avrete lavato i pomodorini: una parte saranno tagliati  a pezzi e privati della loro acqua; l’altra parte la lascerete intera avendo cura di incider la buccia. Aggiungerli al coniglio insieme ad abbondanti prezzemolo e basilico tritati.
Lasciate cuocere scoperto altri venti minuti circa, fino a che il fondo di cottura non sarà ben ristretto. Ovviamente i tempi di cottura variano a seconda della dimensione del coniglio. Se pensate che il vostro coniglio non sia ancora cotto a puntini potete lasciarlo ancora un po’ sul fuoco.
Uno dei trucchi per la riuscita perfetta del coniglio è farlo tirare fino quasi a lasciarlo attaccare alla pentola, per poi allungare il fondo di cottura con del brodo qualche istante prima di spegnerlo, per renderlo più corposo. Non vi preoccupate se i due spicchi d’aglio si saranno disfatti e non siete più in grado di ritrovarli. L’aglio è una parte ineliminabile del fondo e così cotto non risulterà puzzolente 😉
Servite ben caldo.