Il nome lo trovo geniale: Ghe sem - in dialetto milanese “ci siamo” -, per ricalcare “dim sum” - i piccoli bocconcini di cibo cinese serviti nei cestini di bambù.
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Il nome lo trovo geniale: Ghe sem - in dialetto milanese “ci siamo” -, per ricalcare “dim sum” - i piccoli bocconcini di cibo cinese serviti nei cestini di bambù.
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C’è un Cina molto lontana da quella che conosciamo in Italia. È quella delle tradizioni vere, è quella a cui ancora troppo pochi di noi si sono avvicinati.
A Milano c’è un ristorante che ti permette di gustare uno di questi lati nascosti dell’Oriente. Si chiama Dim Sum, e prende il nome da quei bocconcini che i cinesi usano mangiare durante la giornata insieme al tè. Sono meravigliosi perché ti permettono di provare un sacco di cose differenti e ti avvicinano molto all’idea del brunch all’americana.
Volete conoscere questo lato nascosto della Cina? Dim Sum è il posto giusto.
Dove si trova: via Via Nino Bixio, 29, zona Porta Venezia
tel: 02/29522821
web: www.dim-sum.it
orari di apertura: da martedì alla domenica 12/14:30 - 19/23:30
Tipologia del locale: ristorante cinese
GLI SPAZI: Raffinato ed elegante, il Dim Sum non ha nulla a che vedere con i ristoranti cinesi in cui abbondano le lanterne rosse. L’arredameno è tutto sulle tonalità scure alternate al blu elettrico delle insegne luminose di Shangai e Hong Kong. Al centro del locale c’è la cucina a vista, dove si possono vedere preparare i piatti mentre i cuochi sono avvolti dal vapore. Le tavole sono eleganti, apparecchiate con tovaglie bianchi, piatti bianchi e bacchette in ferro.
IL CIBO: Il menù è variegatissimo, pieno di squisitezze da provare. Ci sono gli antipasti, i più tipici Dim Sum, dove si possono trovare ravioli cotti al vapore, involtini, polpette e piattini misti; seguono zuppe, pasta e riso, le carni, il pesce e le verdure. I sapori non hanno nulla a che vedere con quelli delle più comuni rosticcerie cinesi che si trovano a Milano. Dietro ad ogni piatto c’è ricerca e alta qualità delle materie prime, inventiva e un tocco innovativo. Il risultato è davvero appagante ad ogni boccone.
I PREZZI: Il costo degli antipasti oscilla dai 5 euro ai 9, fatta eccezione per i 22 dei prodotti con il king crab, il granchio reale dell’alaska. Le zuppe vanno dagli 8,50 ai 10 euro; la pasta e il riso dai 10 ai 19,50; la carne dai 10,50 ai 19; il pesce dai 12 ai 26 e le verdure dai 9,50 ai 14 euro. Insomma, la qualità si paga. Però una cena puà risultare parecchio costosa.
ALTRO: Il personale è gentile e professionale.
Ma quanto mi piace la wok? La cottura breve lascia i sapori molto integri, le verdure conservano la loro croccantezza e il loro profumo. E se esiste un posto che si chiama W.O.K. io corro a provarlo.
Dove si trova: Stazione Centrale, Piazza Duca d’Aosta, 1
Tipologia del locale: cucina asiatica fusion, take away
Orari: lun-ven 6.00 – 21.30 sab e dom 6.30 – 21.30
http://www.wokitalia.com
GLI SPAZI: Nell’atrio della Stazione Centrale, sul lato sinistro livello strada, un locale molto curato e pulito, con una quindicina di tavoli lunghi e stretti, che invitano a condividere gli spazi e consumare il cibo anche con chi non si conosce, in linea con quanto succede più o meno ovunque nel mondo.
Il bancone in cui sono esposti tanti ingredienti freschi e dall’aria appetitosa, è un ottimo biglietto da visita. Area caffetteria e ampio spazio per l’attesa del take away.
IL CIBO: Prima di cominciare scopro che W.O.K., oltre a riferirsi all’omonima, panciuta padella che ha troneggiato nella mia cucina in almeno quattro versioni diverse, è l’acronimo di World Oriented Kitchen con ricette fusion da tutta l’Asia.
Dim sum di ravioli e bao ripieni di verdure e carni. Noodles all’uovo, al riso, di grano duro, di soia, di farina bianca saltati con ogni tipo d’accompagnamento. Alla voce riso si può scegliere più o meno di tutto: dai curry al nazi goreng, non mancano le insalate (anche di frutta), le zuppe e i rolls e i samosa.
I piatti che possono essere consumati dai vegetariani o che, causa piccantezza potrebbero turbare i palati meno amanti dei sapori decisi, sono ben in evidenza. Possono essere aggiunti su richiesta altri ingredienti specificati sul menù.
Come in tutta la cucina orientale la bevanda per eccellenza è il tè, verde o al gelsomino.
Abbiamo provato per voi un riso nazi goreng e i noodles wai wai. In entrambi i casi le verdure hanno conservato sapore e consistenza croccante e i condimenti non hanno soffocato il sapore dei singoli ingredienti, gradevolmente legati dalla salsa di soia a basso contenuto di sale.
I PREZZI: Onesti. I dim sum si aggirano sui 4-5 €, i noodles e il riso, con porzioni decorose costano 6-7 €, mentre le insalate vanno dai 4 e agli 8 €. In linea con un pasto consumato in velocità in stazione, ma con materie prime dalla qualità decisamente superiore rispetto alla media dei fast food.
ALTRO: No ai grassi idrogenati e agli alimenti geneticamente modificati, sì all’uso esclusivo di materiali ecocompatibili: i contenitori di cartoncino alti e stretti in cui ho mangiato oltre ad essere eco e no logo sono comodissimi per raccogliere il riso con le bacchette. Se ho imparato io, possono imparare tutti!
Possibilità di ordinare via internet al sito www.myfood.it con consegna a pranzo dal lunedì al venerdì e a cena tutti i giorni.
Criticona culinaria e golosa impenitente, ama cucinare ma soprattutto.. mangiare! Era sempre la prima ad arrivare alla mensa della scuola. Read More…