Come si mangia a Villa Crespi, il ristorante di Antonino Cannavacciuolo

Villa Crespi - Antonino CannavacciuoloNon so voi, ma io ho sempre avuto il mito della principessa. Come gran parte delle bambine da piccola giocavo a fare la principessa, sognavo di essere una principessa e guardavo i cartoni animati delle principesse. Poi sono cresciuta. Ed è uscito il mio lato da maschiaccio che, per fortuna, finita l’adolescenza ha ceduto di nuovo il posto alla principessa che ero da bambina (anche se più ideale, visto che non sono proprio una bambolina oggi… ma mi sforzo di truccarmi ogni tanto). Questa premessa per dire che quando sono approdata a Villa Crespi, la magnifica dimora Realais et chateaux di Antonino Cannavacciuolo, ecco, mi son sentita come in una favola!

Di questa esperienza meravigliosa che ho fatto i primi di dicembre insieme all’inseparabile marito riesco purtroppo a scriverne solo ora, ma ogni ricordo è ancora ben vivo nel mio cuore e nella mia mente.

Rispondo subito alla prima domanda che mi fate tutti: come si mangia da Cannavacciuolo? Bene, si mangia bene. Potete dormire sonni tranquilli, non è tutto finto.

Seconda domanda: ma Cannavacciuolo c’era? Sì, c’era. E ne abbiamo le prove.

Noi con Antonino Cannavacciuolo

Ora possiamo passare ai dettagli.

Il ristorante è veramente una meraviglia. Fuori e anche dentro. È suddiviso in tre sale che si distinguono per il colore: la sala gialla, la sala blu e la sala rossa, dov’eravamo noi. A mio avviso, però, la parte più bella è la veranda che dà sul giardino: se riuscite, fatevi mettere lì! Le decorazioni barocche rapiscono lo sguardo ovunque e ti fanno sentire davvero coccolato. Buona e premurosa l’accoglienza: abbiamo atteso pochissimo prima di sederci al tavolo. Ci accompagnano, inizia il pranzo.

La sala rossa

Partiamo subito con la nota dolente: ci propongono di bere qualcosa per l’aperitivo. Spumanti, champagne, rosè con nomi e annate ma… non il prezzo. Nessuna carta sul tavolo, tocca affidarsi al cameriere. È vero, noi avremmo potuto chiedere, ma trovo davvero poco gentile mettere i commensali di fronte all’imbarazzo di chiedere il prezzo in un posto così raffinato. Risultato: ci siamo ritrovati sul conto un bel bicchiere di champagne da 45 euro. Buonissimo, ma avremmo voluto spendere quei 45 euro consapevolmente. In compenso l’aperitivo è servito con una serie di mini portate davvero fantastiche: focaccine calde, macaron, cannolini con ragù napoletano, friselline, gnocco fritto ripieno… Una meraviglia super appagante.

Aperitivo

Visto l’inizio e il fantastico cestino di pane arrivato (una nostra grande debolezza) accompagnato dal burro, e al quale non abbiamo intenzione di rinunciare, scegliamo il menu degustazione con meno portate, il Carpe Diem, composto da 5 piatti: un antipasto e un primo piatto, secondo di carne o di pesce e scelta, pre-dessert e dessert. A chiudere il tutto, la piccola pasticceria.

Abbiamo inziiato con il “Buon viaggio” di Antonino Cannavacciuolo: Insalata liquida, acciuga ripiena, radicchio e burrata. Ottimo.
Il buon viaggio di Antonino Cannavacciuolo
La degustazione è continuata con il polpo su maionese allo stesso polpo, chips di riso, alga e verdure. Anche questo non ha deluso: cottura del polpo perfetta, buona e delicata la maionese.
Polpo con la sua maionese
Come primo piatto, sono arrivati i ravioli del plin su crema di fois gras: buoni, ma non eccezionali. Da questo, sì, ci aspettavamo di più.
Ravioli del plin
Per il secondo abbiamo optato per il pesce, per l’esattezza sulla famosa triglia con guazzetto di provola che tante volte ha cucinato anche in tivù che più avevo paura deludesse le nostre aspettative: fantastica. È incredibile davvero come una semplice triglia possa essere buona, ed è ancora più pazzesco pensare che possa abbinarsi così splendidamente con la provola.
Al termine delle portate salate, visto il carrello dei formaggi, ci siamo fatti ingolosire e abbiamo ceduto a qualche pezzetto di formaggio, arrivato accompagnato con un pezzo di pan brioche e salse a piacere. Abbiamo chiesto al cameriere di consigliarci, i formaggi rispecchiavano i nostri gusti, è stato bravo. Però bisognava un po’ estorcergli le spiegazioni sulle varie tipologie… Forse, molto giovane, peccava un po’ di inesperienza, ma niente di grave.
Il carrello dei formaggi
Arriva il predessert, e qui un’altra emozione: si chiama pina colada, ed è un bicchierino di cioccolato bianco con all’interno un liquido cocco e ananas, prima da bere con la cannuccia e poi da mangiare: veramente sensazionale.
Predessert
Poi siamo passati al dolce vero e proprio: una crostata scomposta con crema di fragoline che ci ha lasciati stupefatti. Non credo di aver assaggiato mai nulla di così buono prima! Si fa quasi fatica a descriverne la bontà e la consistenza delle creme, così vellutate e ben bilanciate. Una goduria.
Crostata di fragoline scomposta
Ma non è finita qui, è il momento della piccola pasticceria. Non avete idea del trionfo di dolci che ci sono arrivati, uno più buono dell’altro! Un’aragosta napoletana ripiena di panna, l’immancabile babà, un pezzetto di torrone, una gelatina, un cremino, un cioccolatino fondente, un cannolino e un mini macaron alla liquirizia, uno più buono dell’altro! È qui che ci siamo dati una pacca sulla spalla per aver preso il menu di “solo” 5 portate: tutto quel ben di Dio altrimenti non saremmo mai riusciti a mangiarlo.
Piccola pasticceria

Infine: sorpresa! Ci siamo regalati questa esperienza per il nostro anniversario di fidanzamento (10 anni d’amore) e lo staff, carinissimo, ci ha voluto regalare… un altro dolce!

L'omaggio per il nostro anniversario

Il prezzo del menu Carpe Diem è di 120 euro. Noi alla fine, con tre bicchieri di vino (di cui lo champagne sopra) e acqua, abbiamo pagato 358. È un ristorante con 2 stelle Michelin, non ci aspettavamo certo di spendere poco; vale l’esperienza ma avremmo fatto volentieri a meno di quei 45 euro di champagne a sorpresa.

 

Villa Crespi, Antonino Cannavacciuolo
Via Fava, 18

Orta San Giulio, Novara

0322 911902
www.villacrespi.it/ristorante.html

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