Belin, la vera cucina genovese è arrivata a Isola!

Trofie, pansoti, pesto e sugo di noci: Belin, Genova è arrivata a Milano!
Chi di voi non ha mai sentito dire “andiamo a prendere un caffè a Genova“? Ecco, d’ora in poi il capoluogo ligure sarà un po’ più vicino: vi basterà prendere la metropolitana e scendere alla fermata Isola per approdare da Belin (via Civerchio 5), il paradiso delle prelibatezze genovesi con il laboratorio che produce ogni giorno pasta fresca artigianale.

A Milano è arrivato il Trapizzino: ecco com’è il triangolo di pizza che ha conquistato Roma e New York

Adesso anche Milano ha il suo Trapizzino. Dopo anni di attese, finalmente il triangolino (o angolo) di pizza più famoso del mondo, ideato da Stefano Callegari, è arrivato anche ai piedi della Madonnina. In via Marghera, al civico 12, si respira tutta la romanità che il trapizzino porta con sé: perché lo street food a base di pizza più famoso del mondo, non solo è buono, è anche l’appendice di quel modo di fare tipico della Capitale, fatto di battute pronte, sorrisi e tranquillità.

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Come si prepara il migliaccio, il dolce napoletano di Carnevale

L’altro giorno ho fatto felice mia suocera. Le ho preparato il migliaccio, un dolce napoletano tipico di Carnevale (insieme al sanguinaccio di cioccolato). Glielo faceva sempre la sua mamma quando era bambina, mi ha detto, e non lo mangiava da allora. Vedere la sua faccia sorpresa e soddisfatta mi ha riempita di gioia! Il bello della cucina è questo: un piatto è capace di rievocare ricordi sommessi, di far tornare vividi nella mente bei momenti, può far commuovere, può regalare un po’ di piacere per la pancia, può fare emozionare. Ecco perché amo cucinare 🙂

Migliaccio napoletano
Il bello è che, la mia, è stata una scelta del tutto casuale: volevo festeggiare il Carnevale con qualche giorno di anticipo, visto che i miei suoceri erano ospiti a casa nostra, cercavo qualcosa di tipico e ho optato proprio per il migliaccio, questa torta fatta di semolino, tanto semplice quanto buona. A volte, basta davvero poco per far felice qualcuno.

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Dersett, il ristorante fuori dagli schemi che propone solo comfort food

DersettVoi sapete che cos’è il Comfort food? Se non lo avete mai sentito, ve lo spiego io, anche se in realtà forse non lo avete mai chiamato così ma sapete bene di che cosa parlo. È il cosiddetto “cibo dell’anima”, quello che ti fa sentire meglio, quello che ti appaga e ti rinfranca lo spirito, magari quando le cose non vanno proprio come dovrebbero o semplicemente hai bisogno di una coccola. Quali sono i vostri comfort food? Dai, esco allo scoperto prima io con gli scheletri nell’armadio. Tra i miei comfort food ci sono: la pastina con il formaggino, l’avocado con il sale, la pasta e patate della mamma e il tiramisù di papà. Niente come questi piatti riesce a farmi spuntare il sorriso, anche quando le cose non vanno. Non c’è una regola per i comfort food, l’importante è che ti facciano stare bene e ti appaghino.
A Milano, praticamente in Darsena, ha aperto un ristorantino che fa solo comfort food: si chiama Dersett (che significa “diciassette” in milanese) e sta proprio in via Gian Galeazzo al civico 17.

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Come fare la granola: la mia ricetta con solo 4 ingredienti

Se c’è una cosa che adoro fare, quella è la colazione. Per me è un rito, una coccola, la quiete prima della tempesta della giornata. Mi prendo del tempo per fare la colazione anche in settimana, anche se ho un treno da prendere, anche se sono sempre in ritardo e di corsa e so già che il mio treno sarà in ritardo sempre più di me, e mi farà arrivare al lavoro solo dopo un’ora di tormento.
Mi piace cambiare: la monotonia non so nemmeno che cosa sia, in effetti, soprattutto da quando dieci anni fa è entrato quel ciclone di mio marito nella mia vita; se io non sto mai ferma, lui mi doppia alla grande.

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Semplicemente grazie

Questo è un post per dirvi soltanto grazie.
Niente foto di piatti, non si parla di cibo per una volta.

Ieri è successa una piccola magia e improvvisamente le cose hanno preso tutta un’altra piega. È arrivato un complimento, poi due, poi tre e allora mi sono fermata a riflettere e ho capito che finalmente, dopo tempo, avevo ritrovato la gioia di scrivere e di perdermi nelle parole. Mi avete fatto capire che mangiare mi esce bene, ma raccontare forse di più. E che se le cose per un periodo non vanno poi così bene, è perché i momenti no capitano a tutti, ma poi torna il sole, ed è più bello di come lo ricordavi.

Insomma, grazie, perché a volte una parola vale più di centomila like, e perché è bellissimo sapere che qualcuno è contento di leggerti.

 

Come si mangia a Villa Crespi, il ristorante di Antonino Cannavacciuolo

Villa Crespi - Antonino CannavacciuoloNon so voi, ma io ho sempre avuto il mito della principessa. Come gran parte delle bambine da piccola giocavo a fare la principessa, sognavo di essere una principessa e guardavo i cartoni animati delle principesse. Poi sono cresciuta. Ed è uscito il mio lato da maschiaccio che, per fortuna, finita l’adolescenza ha ceduto di nuovo il posto alla principessa che ero da bambina (anche se più ideale, visto che non sono proprio una bambolina oggi… ma mi sforzo di truccarmi ogni tanto). Questa premessa per dire che quando sono approdata a Villa Crespi, la magnifica dimora Realais et chateaux di Antonino Cannavacciuolo, ecco, mi son sentita come in una favola!

Barba e i cocktail tailor made che non piacciono solo agli hipster

Barba MilanoNon un ristorante, non un cocktail bar ma un posto per bere benissimo e mangiare qualche piatto sfizioso senza troppe complicazioni. Sarà anche un posto hipster, come lo ha definito qualcuno (che poi, che male ci sarà?), ma Barba, in via San Gregorio 40, tra Centrale e Repubblica, è il locale perfetto per chi vuole passare una serata mangiucchiando qualcosa e sorseggiando un buon drink in un posticino con le luci soffuse e una bella atmosfera rilassata.

Pizzeria P, storia di un innamoramento a Lissone

Da Pizzeria P (Via Padre Reginaldo Giuliani, 10, Lissone, MB) sono voluta andare due volte prima di scrivere questo post. Perché già dal primo assaggio le pizze di Daniele Ferrara sono così buone che ti viene il dubbio: forse, ti dici, sono un po’ come i primi amori, quelle cotte adolescenziali così forti che quando passano ti danno la bastonata, e poi ci vogliono mesi prima di smaltire la delusione.

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Pere al vino rosso, il dessert d’altri tempi facile facile

Pere al vino rossoC’era quella bottiglia di vino rosso che giaceva lì da un paio di giorni, aperta. Il classico vino non cattivo ma nemmeno troppo buono, che ne bevi mezzo bicchiere ma, insomma, non è che ti dia chissà che soddisfazione. Però buttarlo è peccato, di spezzatino (qui la ricetta) non hai sempre voglia… e quindi che fare? Dai nuova vita a quelle pere e trasformi il tutto in un bel dessert: le pere al vino rosso (strano, un dolce, e chi l’avrebbe mai detto?).

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