Brera e la cucina tradizionale milanese di Nabucco

nabucco-milano-esternoTrovare un ristorante di cucina tradizionale milanese non è facile in questa città in continua evoluzione culinaria. Più facile, magari, trovare qualche trattoria storica di provincia che offra dei menu dedicati, ma se state venendo nella città della madunina e state cercando un posto dove andare a mangiare leggete qui.

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Lovster & co: mangiare l’astice non è più un lusso

lobster-roll-lovsterQuando si prova un ristorante si cerca di capire quale sia la sua particolarità, quel tratto che lo renda unico e speciale. Non è sempre facile individuarlo in molti locali ma per farlo da Lovster & co (www.lovster.it) è bastato sedersi al tavolo e sfogliare il menu.
Pochi piatti, pochi fronzoli, massima qualità per le materie prime: sono regole che andrebbero incise su pietra e consegnate ai ristoratori di tutto il mondo per avere una formula di base per fare successo.

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Pescaria, il mare della Puglia in un panino (strepitoso)

pescariaA Milano è molto facile che la gente si innamori di qualche nuovo ristorante/bistrot/take away, a volte a ragione, a volte no. Nel caso di Pescaria posso ben dire che tutto quel clamore, tutta quella coda di gente fuori ad aspettare è più che giustificata.

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Un pranzo da re a 20€. Dove? Al Pont de ferr

al-pont-de-ferrMilano, città degli squilibri e delle grandi sorprese.
Dove puoi pranzare con un’insalatona a 9/10 € (ormai nella maggior parte dei bar e bistrot del centro città) puoi pranzare anche con 20 € mangiando primo e secondo in un ex ristorante stellato – tutt’altro che decaduto -, con una entrée della casa e un cestino del pane fatto in casa che potrebbe riempire la pancia e appagare la vista già da solo.

E senza pagare il coperto.

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La Vecchia Latteria, il vegetariano di Milano

Misto fornoA Milano dici latteria e pensi subito a questo posticino. Che fa tutto – forse – tranne che il latte.

La Vecchia latteria di via Dell’Unione 6 (tel.: 02 874401, non c’è sito, solo pagina Fb) è il tempio dei vegetariani, degli alternativi milanesi (ovvero quelli che ci provano ma sono tutt’altro che alternativi) e dei curiosi. E se un minimo di curiosità un posto vegetariano ve la fa venire, io vi consiglio di fare una capatina in questo ristorante minuscolo quasi all’angolo con via Torino.

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Perché vale la pena andare fino a Vicenza per un hamburger

DamburgerLa cosa che adoro di più nella vita, insieme alla pizza, è l’hamburger. A Milano ci sono davvero dei posti eccezionali dove assaggiarne uno ma volete mettere l’occasione di provare quello di un ristorante stellato che allo stesso tempo è pure una macelleria? Questa è quella che si può definire davvero una ghiotta occasione da non lasciarsi scappare!

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A Segrate il miglior pesce lo mangi in Cascina

Cascina OviNon solo porceddu.

Dici Sardegna e pensi subito al maialino e ai prodotti della terra: malloreddus conditi con il sugo di salsiccia, culurgiones ripieni di patate e ricotta e la carne di pecora. C’è però anche una zona dell’isola in cui si prediligono i prodotti del mare, il Cagliaritano, per esempio. Ed è proprio questa cucina a base di pesce che si trova a Cascina Ovi, ristorante che nasce in una bella cascina ristrutturata di Segrate, in via Olgia 11.

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Il nuovo Lume di chef Taglienti accende Milano

LUME_Ristorante_05Si chiama Lume (www.lumemilano.com) e, nemmeno a dirlo, sta in via Watt, al civico 37. La nuova luce che illumina Milano è il ristorante di chef Luigi Taglienti che ho avuto la fortunata occasione di provare grazie ad un’azzeccatissima partnership con Birra Moretti.

Un vecchio spazio industriale ristrutturato, il candore del bianco, la cucina a vista e piatti minimal ma ricchi di sapori sono gli ingredienti di un ritorno in grande stile, quello dello chef ligure che si è fatto conoscere per la stella Michelin guadagnata al ristorante Antiche Contrade di Cuneo, e che ha lasciato il segno al Trussardi alla Scala e, infine, a Palazzo Parigi.

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Tutto sul nuovo D’O di Davide Oldani

Basta girare l’angolo per vedere che grande salto di qualità ha fatto il ristorante: il nuovo D’O di Davide Oldani ora è un vero gioiello, il diamante che illumina la piazzetta di San Pietro all’Olmo, frazione di Cornaredo (esattamente dietro al vecchio ristorante, a mezzo minuto a piedi). Grandi vetrine, cucina a vista e luminosità abbagliano all’arrivo, un colpo d’occhio mica male. L’interno, poi, lascia a bocca aperta: tutto curato nei minimi particolari, il nuovo D’O ha il sapore del design scandinavo che già da qualche anno sta facendo innamorare anche noi italiani.

La facciata

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